Il restauro di Palazzo Perticari

RECUPERO DEL PALAZZO

Un bene da restituire alla città

Quattro piani completamente restaurati per un progetto finale dal valore inestimabile. Palazzo Perticari sorge nel cuore della città, lungo il Corso XI settembre già Via de’ Fondachi, noto soprattutto per essere stato la dimora, a inizio Ottocento, di Giulio Perticari e della moglie Costanza Monti.

L’edificio presenta la facciata scandita su tre livelli rivolta sul corso, di fronte alla propaggine estrema del Palazzo Ducale, oggi via Barignani, e si sviluppa sul retro, alzandosi di un ulteriore piano, tra via Perticari e via Zanucchi.

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Lungo il Corso XI settembre, al piano terra, si trova l’ingresso principale, incorniciato da un elegante portale bugnato, segno tangibile di una storia che affonda le sue radici ben prima del Settecento.

Una delle vetrine dei locali destinati ad attività commerciali, conserva la preziosa cornice di una antica barbieria risalente al 1925, il Salon A. Pierucci, tornata alla sua originaria bellezza stile Liberty.

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Il piano nobile, articolato secondo la tradizionale disposizione di stanze che si susseguono tra di loro, è caratterizzato dalla ricchezza delle decorazioni dipinte sui soffitti a cassettoni. Tra queste spicca lo “Studiolo”, un prezioso ambiente interamente decorato con un gusto all’antica e la raffigurazione di Apollo con Minerva e le Muse. L’intero piano ospita le sale espositive dedicate a Costanza Monti.

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Al secondo piano si trovano la “Stanza del Tempo” e la “Stanza dello zodiaco”, così chiamate per le decorazioni allegoriche alle pareti. Nelle sale, che si susseguono una all’altra, è collocata la biblioteca d’arte con i suoi 50.000 volumi catalogati e collocati a scaffale aperto, dieci postazioni di studio e un salottino destinato agli studiosi.

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Nella parte posteriore, l’edificio si innalza di un ulteriore piano nel quale trova spazio una foresteria. Gli ambienti che si affacciano sui tetti della città, offrendo scorci e panorami unici, saranno destinati a ricevere studiosi e ricercatori provenienti da tutto il mondo.

Una lunga e importante storia quella del palazzo della famiglia Perticari, riportata alla luce dopo più di dieci anni di restauri. Franco Signoretti ha voluto recuperare la grandezza del passato donando una nuova vita a questi spazi, animato da una proiezione futura: rendere queste stanze ambienti vivi, vissuti come luogo di incontro, di scambio e di conoscenza per studiosi ed appassionati d’arte.

I lavori di restauro sono iniziati nel 2016 e sono terminati nel 2022. Il Palazzo si trovava in uno stato di totale abbandono e aveva subito gravi danni sia strutturali che dell’apparato decorativo. Il progetto è stato eseguito dallo Studio Paci di Pesaro e dall’architetto Pier Vittorio Morri, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche. 

 

Il recupero della struttura è iniziato dal consolidamento statico e sismico, avvalendosi di interventi di ingegneria avanzata per conformarsi alle normative vigenti e rispettare al massimo la storicità dell’edificio.

Successivamente si è passati al restauro delle decorazioni che sono emerse sotto strati di vernice, estendendosi su una superficie di oltre settecento metri quadri, riportate all’originario splendore dall’esperta squadra di restauratori guidata da Giovanna Macchi.

 

I lavori sono stati seguiti personalmente da Franco Signoretti che ha collaborato a stretto contatto con l’equipe di architetti, ingegneri, storici dell’arte e restauratori. Grazie ad un magistrale lavoro di squadra, nelle sale di Palazzo Perticari si può tornare a respirare quell’atmosfera culturale e artistica che fu vissuta anche dalla famiglia Perticari.

Il piano nobile

Le decorazioni pittoriche di Palazzo Perticari alternano il gusto neoclassico ispirato all’antico con quello pittoresco dei paesaggi, elementi che si fondono in elegante armonia nel delizioso “Studiolo” del piano nobile affacciato sul Corso. Sul soffitto, dipinti all’interno di dodici esagoni, si ammirano Apollo con Minerva e le Muse mentre tre delicati paesaggi si aprono al centro delle pareti, inquadrate da festoni con foglie di quercia e grottesche con scene mitologiche e di storia romana. 

Il piano superiore

Al piano superiore, lungo il corridoio dell’infilata di stanze ora adibite alla biblioteca, si trova una piccola ma preziosa cappellina. Questo intimo spazio si distingue per una raffinata decorazione monocromatica, simulando un’architettura classica evocativa di monumenti votivi. Il soffitto ci avvolge creando un’illusione di una piccola cupola da cui si diffonde una luce d’orata con una raffigurazione di una colomba, che simboleggia la Spirito Santo, simulando il passaggio del sole attraverso un oculo al vertice.

Nello stesso piano, la “Stanza dello zodiaco” accoglie un soffitto ornato con un motivo simile a un tendaggio dipinto, che si dispiega come un elegante ombrello terminante in lunette ornate da volute vegetali. La decorazione circostante è impreziosita da ovali raffiguranti i dodici segni zodiacali e le quattro stagioni.

Ma la vera sorpresa è una grande sala affacciata all’angolo sul Corso e su via Perticari, che è stata riportata ad una originale leggibilità nonostante le condizioni di degrado in cui versavano le pitture: la “Stanza del tempo”.

Nominata così per le figure dipinte che si susseguono in una vivacissima narrazione che si distende dal soffitto a tutte le pareti, presenta alle quattro estremità le allegorie delle Arti liberali.

Al culmine del soffitto, una raffigurazione di Saturno con la falce simboleggia Chronos, il tempo che inesorabilmente avanza. Le rappresentazioni di carri guidati da divinità sembrano evocare il ciclo del Giorno, della Notte, dell’Aurora e del Crepuscolo, ispirate al fluire eterno del tempo.

 

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